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Brescia. Il massimo campionato femminile è ancora in sosta (domani giocherà la Nazionale) e in attesa della quarta giornata di ritorno che sabato 13 marzo vedrà il forte Bardolino far visita alle sue ragazze, il Presidente del Brescia, Beppe Cesari (nella foto il giorno della promozione) , dopo aver raggiunto la serie A è pronto a programmare ancora una volta puntando al massimo. Tutto però, passa dalla conferma della categoria.
Signor Cesari, il primo campionato di serie A si è rivelato più difficile di come se lo aspettava?
"Sicuramente la serie A è difficile, si gioca ad una velocità diversa e le ragazze che affrontiamo sono professioniste a livello di impegno. Vedono il calcio e basta, e dedicano tutto il loro tempo agli allenamenti, praticamente sono delle professioniste. Noi abbiamo pagato in primis il cambio di categoria, la serie A2 è un altro mondo, inoltre abbiamo fatto anche degli errori a livello generale che hanno condizionato il rendimento delle ragazze. Di conseguenza i risultati non sono stati quelli che dovevano essere".
Una cosa che non rifarebbe?
"Direi che non c’é. La nostra politica è sempre stata quella di fare un lavoro di gruppo e non sui singoli. Due o tre atlete possono far fare il salto di qualità ma non è detto che il salto lo faccia la società. Come Brescia femminile abbiamo impostato tutto il lavoro sul gruppo e se poteva esserci il rammarico di non aver portato il “singolo”, credo che vedendo l’impegno e lo spirito di gruppo delle ragazze, tale sensazione svanisca".
Lei oltre che Presidente è anche il primo tifoso. Cosa si aspetta dalle ragazze per questo finale di campionato?
"Mi aspetto una reazione convincente, grintosa e di carattere. La nostra squadra non è seconda a nessuno. E’ vero non possiamo confrontarci con le prime quattro, ma per il resto possiamo giocarcela con tutte le avversarie. La rosa è molto competitiva, fatta di ottimi elementi con il giusto mix tra giovani e calciatrici di esperienza, e credo proprio che non siamo nel posto della classifica che meritiamo. Purtroppo la causa di tutto ciò sono stati i nostri errori, e i troppi infortuni, non è colpa delle ragazze".
Circa cento ragazze del settore giovanile, la serie A, i tifosi tutti dalla sua parte. Quali sono i suoi prossimi obiettivi?
"Considerando il nostro programma fatto qualche anno fa, si è chiuso un ciclo essendo arrivati in serie A. Quest’anno il nostro obiettivo è la salvezza e consolidare sempre di più il settore giovanile. Abbiamo sei squadre tutte ai vertici dei rispettivi campionati, siamo una società invidiata per il settore giovanile. Tutte le nostre atlete sono seguite da Istruttori tesserati, e dovremo sempre migliorarci, e curare al massimo il settore giovanile, perché è quello che dovrà darci un futuro. Così tra qualche anno avremo una squadra di ragazze cresciute con noi che tengono alla maglia del Brescia. Di conseguenza con la prima squadra, confermando la categoria, abbiamo intenzione di fare un programma che in tre anni ci porterà ai vertici in serie A, lì a lottare con le prime della classe".
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