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Brescia. Nell'ultimo giorno dell'anno del 'Centenario', riproponiamo il pezzo pubblicato il 17 luglio scorso (giorno del 'compleanno' del Brescia) per salutare il secolo di vita della nostra Leonessa:
Diciassette luglio millenovecentoundici, diciassette luglio duemilaundici. Due date. E di mezzo due guerre mondiali, due ricostruzioni, il 'miracolo italiano', la Vespa, la Cinquecento, il televisore, due passi sulla luna, le foto in bianco e nero e quelle a colori, l'I-Phone e l'I-Pad.
Ma anche una leonessa neonata, un pallone legato con dei lacci, un colletto legato con altri lacci, dei tacchetti piantati sotto delle suole a martellate, di baffi e coppole su volti bambini, un muro in viale Piave da scavalcare, un altro all'ombra del S.Giuseppe, una Stringa senza nodi, un quintetto Primavera, centoduevolte Gigi De Paoli, quattrocentoventiduevolte 'bistecca' Bonometti, una girata al volo sotto la traversa che stende il Diavolo, due 'sor' e un 'sir' che alza una coppa sotto un cielo straniero, un figlio unico, tre fratelli ma soprattutto due gemelli, un vecchietto che suona un corno o una tromba sulla ringhiera della Nord e un altro sotto che lo regge, un volo senza ali verso il paradiso, un codino e una corsa indimenticabile, uno Sceriffo senza una buona stella, dell'inchiostro d'autore su pagine perdute, l'amaro vento di Livorno e quello dolce di un tredici giugno, una miriade di cori, abbracci, pianti, sorrisi per sogni realizzati ed imprecazioni per altri infranti, cinque vocali in gola ma una sola consonante sul petto. E una, dieci, cento rondinelle in volo. Buon compleanno, Brescia.
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