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Dopo le grandi scalate, le salite appassionanti, le imprese importanti, le discese, quando arrivano, solitamente sono ripide, e le cadute fragorose .IL Brescia perde in casa col Grosseto, vivendo un primo tempo veramente incredibile, con un triplo colpo alle sicurezze nostrane. Poi la partita si è parzialmente riaperta. Non totalmente, purtroppo. Dicevamo, se si riuscisse a stare totalmente lucidi e sereni nelle analisi, si potrebbe dire la classica frase "Non eravamo fenomeni e non dovevamo esaltarci prima, non siamo scarsi e non dobbiamo abbatterci ora...".
Quante volte l'abbiamo sentita nel calcio? A pensarci bene, forse, se la usassimo, alla fine, saremmo solo più ... banali! Non amiamo le frasi fatte ed i luoghi comuni di cui è pieno il calcio, scusateci. Diciamo invece che l'emotività nel calcio esiste, eccome. Sarebbe triste il contario. E che fredde analisi sono facili da fare, ma spesso non risultano legate alla vissuta realtà interiore. Ogni tifoso tende ad esaltarsi in caso di periodo positivo, e a demoralizzarsi in caso di sconfitte. E' così. E' umano. E non ci vengano a raccontare il contrario. Quindi oggi siamo arrabbiati, e delusi. Perdere fa sempre male. Contro una diretta rivale, poi, brucia ancor di più. Tuttavia, l'emotività delle precedenti vittorie era stata talmente grande e carica di sensazioni positive che riusciamo in parte a lenire la tristezza. Una cosa è certa. Più passano le giornate e più la situazione si fa vissuta, intensa, interessante. Per questo in tanti sabato si sono recati al Rigamonti per tornare a respirare l'aria di "grande giornata di sport".
Peccato che la sconfitta sia stata però doppia. La prima, la più evidente da vedere, la si riscontra da ogni dove guardando il tabellino del match. Grosseto 3, Brescia 2. Non c'è bisogno di interpretazioni. La seconda è quella che, opinione personale del sottoscritto, fa più male e che si è vissuta totalmente solo stando a Brescia. Parlo della situazione dei tanti tra i sopracitati tifosi che, convinti di poter cogliere l'occasione di festa preannunciata tramite promozione speciale dalla società, si sono recati allo stadio per mettere alla prova la loro passione. Già, perchè, parliamoci chiaro cari amici, non era un evento come un altro, quello di ieri. Non era solo una promozione e basta. Per molti era una verifica. Come a dire "vediamo se mi emoziono ancora ad andare allo stadio ...".
In caso di risposta affermativa, of course, sarebbero poi tornati, promozione o meno. Certo, poi si dirà, e lo dico anche io, anzi lo grido, che quelli maggiormante lodevoli sono quelli che allo stadio ci vanno sempre, in casa ed in trasferta, e che non hanno bisogno di verifiche per certificare il proprio amore per la Leonessa. Verissimo ed innegabile. Ma era comunque un'occasione. Un'occasione buona per far ritrovare lo stesso amore anche ad altri, per poter alimentare con una carica di entusiasmo l'affetto per la nostra storica bandiera. Invece tanti son entrati a partita abbondantemente iniziata, ed alcuni addirittura con la squadra sotto di tre gol. E comunque eran arrabbiati anche gli abbonati, che avevano magari, come da promozione, portato l'amico. Amico che in alcuni casi è entrato in ritardo. Cosa non bella. Alla fine si è rivelata un'occasione dicevamo, ma ... persa! Insieme alla partita! Insomma, è stata proprio una giornata no! Dopo diverse giornate si sul campo, questo non lo dobbiamo dimenticare. Guardiamo avanti. E' la cosa migliore.
Ma ricordiamoci bene di questa giornata, da tanti punti di vista. Sperando di poter arrivare a vivere ancora partite importanti e decisive. Con un Rigamonti pieno. E dal primo minuto magari. Sperom!
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