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Brescia. Signore e signori, la premiata ditta Possanzini-Caracciolo! E chi più di loro poteva rendere onore alla memoria di Nunzio, visto che Stringa non faceva segreto di privilegiare, come gusto di ruolo, gli attaccanti. E nel 2 a 1 sull’Ascoli, la firma dei due bomber c’è, e porta all’ottavo risultato utile consecutivo, con tanto di sei vittorie e due pari, per venti punti incamerati che ci fanno continuare a pieno ritmo la rincorsa alla vetta. In attesa delle gare di domani, ci collochiamo lì, dietro le prime due, con soli tre punti (dai Mantova, tieni fede al gemellaggio…) dalla promozione diretta rappresentata dal Sassuolo, di scena appunto al ‘Martelli’.
Quella con l’Ascoli è una partita dominata e senza storia per 81 minuti, l’attimo dell’inaspettato e imprevedibile gol di Bernacci. E se le partite dei nostri, dovessero finire sempre dieci minuti prima, le coronarie dei tifosi biancoblù ne trarrebbero indiscutibile benificio. In primis, quelle di mister Iachini, costreto a sudori freddi finali che non hanno senso d’essere e che devono trovare altre fronti al più presto, per evitare beffe clamorose. Senza Baiocco (guaio muscolare nella rifinitura) e, all’ultimo, anche Zambelli (virus influenzale), il tecnico delle Rondinelle rilancia dal primo minuto Rispoli e Vass.
L’inizio è dedicato al ricordo di Nunzio, con tanto di striscione (nella foto) srotolato dai giocatori prima del via e fiori deposti sulla ‘sua’ panca da Possanzini, con un ‘Ciao Stringa’ a capeggiare anche in Sud. L’inizio risulta però un po’ contratto, ma il gioco migliora man mano, con l’Ascoli sparring-partner a far da spettatore fin troppo assente, nonostante i suoi interpreti siano di buona caratura. Tant’è che ormai, chi affronta il Brescia, sa di doversi confrontarse con, e lo dicono i numeri, la miglior compagine del momento e quindi, psicologicamente, la tendenza a difendersi primeggia. Anche se, è spesso la forza d’urto e la compattezza dei nostri a costringere a tale atteggiamento gli avversari di turno. Passano comunque parecchi minuti prima di annotare una vera occasione del forcing di Possanzini e compagni, ma quando il ghiaccio si rompe, il tabellino si riempie. Prima Rispoli (28’) timbra con un tiro-cross (ne è la serata) il palo alle spalle di un insicuro Guarna, poi Caracciolo alza troppo il pallonetto (30’) su ottimo tocco di Vass. Dopo un intervento dubbio su Re David, sempre il capitano serve splendidamente dalla sinistra Caracciolo, che in elevazione centra il secondo palo del match (39’) a Guarna battuto. E l’Ascoli? Non pervenuto, così come i suoi temuti uomini-gol, mai dalle parti di Arcari.
La ripresa vede il Brescia intensificare gli sforzi e, dopo aver fatto un paio di prove generali con l’Airone (55’ e 62’), è il Possa a sbloccare la partita: dalla sinistra lascia partire un cross che, forse spinto da un amico, dirà Davide a fine gara, posizionato ben più in alto di noi, prende una traiettoria micidiale, tocca il palo e s’infila (63’) per l’importantissimo 1 a 0. Giusto così, e ancor più giusto che, in questa particolare serata, sia il capitano ad alzare per primo gli occhi al cielo. Stavolta, e Iachini è stato chiaro, bisogna ‘chiudere’ prima possibile. Detto, fatto. Passano solo cinque minti scarsi e Budel trova un piatto sinistro verticale da manuale che premia il perfetto movimento di Caracciolo che fa pochi passi e d’esterno destro la mette (68’) nell’angolino opposto, per il 2 a 0 che sa tanto di game over. Ma la voglia di ‘strafare’ dei nostri non si placa e Andrea, imbeccato da un altro morbido assist di Possanzini, incorna sul primo palo (79’), con Guarna che toglie di porta (in senso testuale, visto che il cuoio appare oltre la riga) la palla mandandola sul terzo legno, con l’arbitro a far colpevole cenno di proseguire e con l’Airone a mostrargli di quanti centimetri fosse il suo errore.
Ed è qui che si consuma il paradosso del calcio, perché becchiamo poco dopo (sul 2 a 0, quasi tre…) un contropiede che permette a Marino di metterla per Bernacci che brucia Bega e di testa infila (81’) l’incredibile 1 a 2. Mister Iachini, a bordocampo, stenta a crederci e dall’espressione poco rassicurante, mostra di non gradire. Ecco che entra in campo allora la ‘solita’ sofferenza tipica di noi Bresciadipendenti, che ci porta a rischiare (88’ e 93’) con Bernacci e Pesce l’assurdo pari. Ma il triplice fischio chiude la contesa, lasciando i tre punti a chi li meritava e togliendo le maglie ai nostri, che erano liberi di festeggiare con addosso una t-shirt bianca con tanto di foto stampata e scritta ' con il cuore si...vince', per l’ultimo saluto al sapor di vittoria per l’amico assente da bordo campo. Perlomeno, da questo.
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