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IL PORTAVOCE DELLA LAZIO DIACONALE RISPONDE A CELLINO: 'IL BUE DA' DEL CORNUTO ALL'ASINO'
In diretta radiofonica 'l'attacco' al presidente del Brescia dopo le parole di ieri

Brescia. Arturo Diaconale, portavoce della Lazio, ha voluto dire la sua sull'intervista rilasciata da Massimo Cellino ieri al 'Corriere dello Sport'. Prima ha pubblicato un post sulla sua pagina Facebook parlando più in generale e poi in diretta radiofonica è andato più nello specifico parlando del presidente del Brescia. Queste le parole rilasciate alla radio (fonte sololazio.it):

 

“Essere tifosi non vuol dire perdere il lume della ragione, ma che il campionato va concluso evitando ulteriori disastri. È logico che in questa situazione ognuno persegua i propri interessi. Cellino badi a se stesso e sia responsabile di quello che fa e dice. Un vecchio detto che dice «il bue dà del cornuto all’asino». In questi momenti è meglio evitare lasciare dichiarazioni che possono creare ulteriori polemiche e cercare di badare agli interessi generali”

 

Questo il post pubblicato su Facebook:

TACCUINO BIANCOCELESTE

Panem et circenses

“Panem et circenses”. Nelle sue satire Giovenale denunciava la tendenza dei potenti della sua epoca (e di quelle precedenti) a cercare di conquistare il consenso delle masse urbane distribuendo cibo gratis e organizzando spettacoli, spesso sanguinosi, nelle arene dei circhi costruiti allo scopo.

Da quei tempi ad oggi la formula del “panem et circenses” è stata sempre usata per mettere in luce le operazioni di distrazione di massa compiute dai governi per distogliere i cittadini del proprio Paese dai problemi reali ed indirizzare le loro attenzioni verso questioni illusorie e marginali.

Tra le tante attività sportive quella che più di ogni altra è stata caricata di questo significato negativo è sicuramente il calcio. Per la verità anche il ciclismo, almeno in Italia, ha svolto una funzione distrattiva. Per anni si è detto che la vittoria di Gino Bartali al Tour de France distolse i militanti del Pci dal riaccendere la guerra civile dopo l’attentato a Palmiro Togliatti. Ma quando si tira in ballo Giovenale ed il suo “panem et circenses” ci si riferisce sempre al calcio ed alla sua capacità di accendere o placare l’emotività delle masse dei tifosi. Al punto che è diventato addirittura un luogo comune attribuire una specifica funzione sociale allo sport che più di ogni altro è diventato la massima industria dello spettacolo.

Durante gli anni del fascismo la costruzione degli stadi e la vittoria dei mondiali nel ’34 e nel ’38 vennero considerati strumenti indispensabili per la fabbrica del consenso del regime. E nell’Italia del dopoguerra democratico e repubblicano il 4-3 con la Germania nei mondiali del 1970 ed il titolo mondiale del 1982 divennero fattori potentissimi di riscoperta del tricolore e di risveglio dell’orgoglio nazionale.
Questa funzione sociale rimane intatta anche in tempi di coronavirus. Di sicuro l’interruzione dei campionati, da quelli professionistici a quelli dei giovani dilettanti, è servita a dimostrare all’opinione pubblica del Paese lo stato di gravissima emergenza in cui la pandemia ha posto l’intera penisola. Naturalmente il provvedimento di blocco ha avuto come giustificazione principale la necessità di frenare i contagi impedendo gli assembramenti negli stadi. Ma accanto a questa ragione oggettiva c’è stata anche quella di convincere gli italiani che è arrivato il momento delle grandi rinunce e dei grandi sacrifici. Così come il blocco del calcio è servito a dare la dimensione concreta dell’emergenza, la sua ripresa diventerà inevitabilmente il segno che il ritorno alla normalità non è affatto impossibile.

Chi pensa che ipotizzare la ripresa dei campionati sia un attentato alla salute pubblica non tiene conto che accanto alla salute fisica dei giocatori e dei tifosi c’è anche la loro salute mentale da tutelare e, soprattutto, c’è da preservare la salute economica di un settore che rischia di essere devastato in maniera indelebile dall’emergenza coronavirus. Senza riapertura dei campionati le perdite del settore, da distribuire tra tutte le società, potrebbero superare il mezzo miliardo di euro. Qualcuno si augura che questo disastro si realizzi nella convinzione che una volta estirpato il dio denaro il mondo del calcio diventi di colpo virtuoso. Ma non è mai successo che i fallimenti a raffica abbiano provocato palingenesi salutari. Normalmente i fallimenti provocano delusioni, disoccupazione e, con la fine del panem e dei circenses, anche l’esaurirsi della funzione sociale di uno sport che è diventato anche industria dello spettacolo.

Sperare nel ritorno alla normalità, quindi, non è una forma di egoismo di bottega ma un segnale di buon senso e di ottimismo. Di vittoria sulla pandemia. Ma per tornare alla normalità bisogna volerla e cercare di ricrearla, magari con la ripresa degli allenamenti ma sempre nella garanzia assoluta della salute dei giocatori e del pubblico. Chi non la vuole pensa che il perdurare dell’emergenza anomala lo possa favorire. Come i pescecani delle guerre passate che si arricchivano mentre gli altri morivano! Per frenare i loro egoismi non c’è che da ribadire l’assoluta necessità di portare a termine i campionati per scongiurare i fallimenti e trovare una intesa tra le società sulla data possibile della ripresa dando così un segnale di speranza ad un Paese che ha assoluto bisogno di tornare a vivere in un clima più sereno e meno paranoico di quello presente.

autore Redazione il 23/03/2020 18:40:28
I commenti dei nostri lettori
Commento di lucio del 29/03/2020 14:37:46
Da utente del sito ringrazio tutti coloro i quali hanno dato una mano alla città e al contado, e continueranno a farlo. Da chi con soldi ha acquistato macchinari e materiale (o ha provato a farlo), a chi ha prestato un aiuto semplice ai bisognosi anche portando la spesa porta a porta…: tutti meritano un encomio. Lavoriamo nel presente; e che questo ci serva di monito e incoraggiamento per il futuro: tutto può essere fatto se c’è voglia, onestà e rispetto per gli altri, bandendo volgarità e odii. Con il pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà si arriva ovunque. Di calcio tornerò a parlare quando sarà il momento, facendo i conti con chi perde tempo a ipotizzare inutili liste di proscrizione.
Commento di FORZABS91 del 29/03/2020 14:35:02
“Come è giusto che sia” tu meriti la serie b. Vero il Brescia in queste 12 gare non farebbe una vittoria, ma la parola la deve dare sempre il campo. Se le giochi e le perdi accetti la retrocessione, sennò non esiste proprio
Commento di Maverik del 29/03/2020 09:22:02
Ci cacceranno in B , come e’ giusto che sia . Un Presidente che allestisce una squadra così lofe , meriterebbe anche una squalifica . Squadre come la nostra falsano i campionati . La serie A , merita rispetto , non e’ il torneo estivo di Porzano di Leno . Ora c’è altro di cui occuparsi , ben più’ importante , ma quando tutto sarà finito , quando si tornera’ alla normalità , verrà presentato il conto al nostro esperto Presidente . Approfitta della quarantena per trovare un acquirente . Forza Brescia . Ce la faremo ........e poi lo cacceremo .
Commento di FORZABS91 del 28/03/2020 23:43:25
Vero che il calcio ad oggi è l’ultimo dei pensieri. Però se il campionato fosse finito secondo me il Brescia non dovrebbe essere retrocesso. Tanti (tifosi del brescia) dicono che meritiamo la serie b. Forse è vero perché in campo facciamo cagare, però con 12 gare da giocare e 4 scontri diretti di chi 3 in casa non si può assolutamente dire che il campionato sia finito e che il Brescia venga retrocesso. O serie A con 22 squadre sennò in B dovrebbe restarci il Benevento
Commento di Maverik del 28/03/2020 13:03:46
Decidereranno , come sempre , solo e sempre le Grandi . Quello che dice Cellino o Percassi o la curva nord dell’Atalanta , conta meno di nulla .
Commento di bachiniwasthebest del 28/03/2020 11:51:51
Dategli quel maledetto scudetto, sarà ricordato come lo scudetto dell'infamia, poi mi raccomando tutti al foro italico a festeggiare, senza vergogna e senza gloria.
Commento di Brescialugano del 27/03/2020 20:17:19
Non troveranno nessun modo se come dicono la curva nord di Bergamo ha scritto a Percassi di ritirare la squadra ...vedrete che lo faranno ...abbiamo tutti un parente o un amico defunto o in terapia intensiva...ma cosa cazzo volete giocare ????
Commento di tubtut del 27/03/2020 13:41:50
Io penso invece che alla fine troveranno il modo di portare a termine il campionato, con spalti vuoti quasi sicuramente, finendolo magari a luglio inoltrato purche' qualcuno vinca questo tanto benedetto quanto inutile trofeo che quest'anno conta meno di un cent bucato. I denari vinceranno la loro sporca battaglia, anche se in cuo mio spero sempre che qualcuno che conta si metta le mani sulla coscienza e ponga fine anticipata a questo torneo farsa.
Commento di enri del 26/03/2020 14:21:09
Il problema è che questa gentaglia non sa fare nulla nella vita se non il tappetino di qualche danaroso presidente. Quando il giocattolo si inceppa perchè ci sono problemi più grossi, a tremargli è il culo perchè il timore è quello di fare la fame e, aggratis, smettere di vivere weekend in alberghi di lusso, non poter più visitare città italiane o europee, smettere di poter frequentare le signorine che sempre ronzano intorno agli hotel dove albergano i calciatori ecc. ecc. ecc. E tutto, ma proprio tutto, gratis. Esattamente come succede alla gente che rischia di perdere il lavoro per questo virus schifoso, che di queste possibilità non ne ha pur spaccandosi quotidianamente la schiena. Caro piccolo omino, fattene una ragione, per quest'anno la pacchia è finita!
Commento di Brescialugano del 25/03/2020 14:51:19
Merdaccia
Commento di bachiniwasthebest del 25/03/2020 12:34:04
Questi sono folli, non si rendono conto, non assegnare lo scudetto, non si giocherà nemmeno la finale champions league vedrete, e poi sapete che vi dico, ci vediamo ad agosto 2020, serie a o b, si vedrà, alla fine per me, non assegnano lo scudetto, mandano le prime 4 in champions, la 5 e 6 in europa league, ad agosto fanno la final four per la coppa italia, e la serie a sarà a 22 squadre, con promosse benevento e crotone, e 5 retrocessioni, per me la lega deciderà questo. Capitolo rimborsi abbonamenti, personalmente mi piacerebbe che la quota di un terzo non goduta, venga donata agli spedali civili.
Commento di fedelgrad del 25/03/2020 11:36:06
Sig Arturo Diaconale, o meglio,zerbino del Pres LOTITO ,invece di sparare cagate alla radio(comodo vero,????) ,vieni a farti un giro a Brescia ,nelle terapie intensive dei vari ospedali,nelle corsie dei pronti soccorsi,,,prima di parlare sciacquati la bocca e vergognatevi davanti a più di 4000 morti nella sola Lombardia!!!!Parla di orgoglio nazionale???Più di 6500 morti sono forse il suo orgoglio???? non ho parole per questi personaggi se non solo SCHIFO e VERGOGNA!!!!!forza vecchio cuore biancazzurro
Commento di dnt51 del 25/03/2020 08:56:52
Che faccia di...bronzo.
Commento di enri del 24/03/2020 10:25:45
Tanta ignoranza e spocchia travestita da nozionismo fine a se stesso...vergognose le polemiche in questo momento tragico...
Commento di ALEBRIXIA del 23/03/2020 20:28:37
fascio, scemo della lazio .. non ci rompere il cazzo che non è decisamente il momento, e magari vieni a farti un giro al Civile di BRESCIA ! .. che poi ti faccio fissare a te la data della ripresa degli allenamenti .. alter che '“panem et circenses” ometto .. solo in questa Terra al momento che scrivo sono morte circa 800 persone x questo maledetto virus ! nostri Amici,Padri, Fratelli, Sorelle che hanno costruito con il loro Lavoro la ns. Patria e mantenuto (sbagliando) molti\troppi italici lavativi, e il tuo campionato ? ficcatelo in quel posto .. magari in diaconale così lo senti meglio !
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