|
Andrea Caracciolo è inarrestabile, ma ora sarà costretto a fermarsi. Venerdì sera a Torino ha segnato il gol numero 17, rafforzando la sua posizione di capocannoniere del campionato di B. Precede Antenucci dell’Ascoli (15), Mastronunzio dell’Ancona, Pinilla del Grosseto, Bianchi del Torino (14) e Noselli del Sassuolo (12). Di questo passo l’Airone può raggiungere Luca Toni, che con la maglia del Palermo ha siglato 30 reti in 45 partite (record assoluto per il torneo cadetti). Un traguardo che lo stesso Caracciolo ritiene possibile: «Ma si tratterebbe di una soddisfazione limitata – le sue parole -, perché l’unico obiettivo che mi regalerebbe una gioia completa sarebbe la promozione del Brescia». Peccato che sabato, contro il Piacenza di scena al «Rigamonti», sarà assente per squalifica.
CARACCIOLO è così continuo da avere già battuto il suo primato personale, che risaliva alla scorsa stagione, con 15 guizzi. Ma se allora ha viaggiato alla media di 0,43 (35 le presenze), ora sta volando. Considerando che quest’anno ha giocato 21 gare, la produttività è infatti di 0,81. Impressionante. Al tirar delle somme l’Airone è l’unico giocatore della B ad avere firmato più della metà dei gol della propria squadra. Lui, da solo, 17 su 32, pari al 53 per cento; tutti i compagni, messi assieme, 15. Così ripartiti: 3 Possanzini, 2 Bega, Rispoli e Flachi, 1 Lopez, Barusso, Kozak, Baiocco, Vass e Dallamano. Nonostante gli sforzi fatti, i dieci biancazzurri non sono riusciti a eguagliare il bottino del centravanti. Nessuno, fra i cadetti, è stato capace di tanto. Rolando Bianchi, ad esempio, ha segnato 14 delle 29 reti del Torino (media 0,48), Moscardelli 9 delle 20 reti del Piacenza (0,45), Antenucci 15 delle 35 dell’Ascoli (0,43), Sgrigna 10 delle 24 del Vicenza (0,42), Pinilla 14 della 34 del Grosseto, come Mastronunzio dell’Ancona (0,41). Caracciolo ha iniziato il 2010 con furore. Nelle 5 partite dell’anno nuovo è sempre andato a segno. Martedì 5 gennaio a Salerno ha conquistato il rigore che, trasformato, ha fissato il punteggio sul definitivo 3-1. Sabato 9, in occasione del 3-2 rifilato al Padova, ha scavalcato Agliardi su lancio di Possanzini. La settimana successiva, al «Tombolato», eccolo azzeccare l’incrocio dei pali con una sventola dal limite dell’area (il Cittadella avrebbe raggiunto l’1-1 dal dischetto, sui titoli di coda). «Cittadella è forse il gol più bello della stagione – dice il bomber -, anche se non è mai facile scegliere. L’importante è segnare». Sabato 23 la tripletta col Crotone, con due reti su rigore. Da ultimo il vantaggio all’Olimpico di Torino, contro i granata di Colantuono, che hanno replicato con Bianchi.
DA QUANDO indossa la maglia del Brescia non era mai capitato che l’Airone segnasse con tale continuità. Nel 2003-04, ad esempio, si limitò ad andare in gol per due gare consecutive: a Lecce (5a giornata) e con l’Inter (6a), nel ritorno contro Inter (23a) e Juventus (24a). Nel torneo seguente, ancora in A, per tre partite di seguito: a Udine (4a), il giorno in cui decise Mannini con mille polemiche, a Cagliari (5a) e col Parma (6a). Nel 2007-08, arrivato dalla Sampdoria a metà stagione, non è andato oltre le due: Grosseto (23a) e Piacenza (24a), quindi Bologna (27a) e Ascoli (recupero). Due pure l’anno scorso: con Livorno (33a) e Piacenza (34a). Ora, completato un intero girone (21 gare consecutive), l’Airone si ferma. A Possanzini e compagni il compito di non farlo rimpiangere.
Sergio Zanca
|