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Tu chiamale, se vuoi, emozioni... e del Brescia targato Iachini, che è un buon allenatore e prima ancora un gentiluomo (e visti i tempi...) tutto si può dire meno che sia avaro di emozioni. Sarebbe piaciuto a Lucio Battisti, piace anche ai tifosi che si sono riavvicinati alla squadra. Peccato che il giorno del ritorno sia coinciso con il giorno della sconfitta dopo due mesi di risultati positivi. E QUI
SORGE spontanea la domanda: la caduta con il Grosseto è stato un incidente di percorso o il ritorno al vecchio e deprecabile andazzo che vuole la squadra biancoazzurra andare in pezzi, dopo una splendida cavalcata, al «primo incidente di percorso»? «Io - dice Iachini - non conosco e soprattutto non ho vissuto il passato - una constatazione, non il solito furbetto dito dietro cui nascondersi - dunque non me la sento di esprimere un parere. Credo solo nel lavoro. Non c'è altro e non giudico quello che è stato. Posso però dire che avere perso è stato un vero peccato. Sulla partita con il Grosseto riponevamo grandi attese. C'era più gente del solito allo stadio. Per i tifosi volevamo che la nostra fosse una grande partita. Volevamo dedicare la vittoria al nostro pubblico, ma spero che siano comunque in tanti a venire venerdì sera a Vicenza. Abbiamo bisogno dei nostri tifosi. E la squadra ha bisogno di credere in se stessa, nei risultati fatti finora e nella sua forza. Tanti punti in poco tempo non arrivano per caso. Vogliono dire che si è lavorato bene e la squadra ha voglia di andare a prendersi i punti che ci servono per andare in A. Dobbiamo dimostrare, e dobbiamo farlo subito, che la partita con il Grosseto è stato un episodio singolo. Doppiamo riappropriarci, ma subito, della fiducia che c'era prima della gara con il Grosseto».
UNA SCONFITTA in fondo facile da spiegare: «Qualche episodio - attacca Iachini - ci è girato male e subito nei primi minuti abbiamo avuto l'opportunità di passare in vantaggio. Invece in quattro minuti ci è cascato addosso un uno-due terribile. È evidente che qualche sbavatura c'è stata e qualche errore è stato commesso. Ed è ancora più evidente che per una ventina di minuti siamo rimasti sul terreno di gioco come il pugile sul ring dopo un Ko. In occasione del primo gol però la marcatura era corretta, il secondo è stato un colpo di bravura di Pinilla, con la difesa schierata. Due botte tremende che ci hanno fatto perdere colpi, abbiamo affrettato le giocate per colpa della frenesia di fare subito gol. Un errore e lo dirò a ragazzi. Solo nel secondo tempo abbiamo ripreso a giocare e ci siamo procurati un mucchio di occasioni da gol, compreso un palo e una traversa. Tre occasioni e mezzo e tre gol invece per il Grosseto».
E UN PUGNO di mosche...«Capita nel calcio», si consola Iachini» che però fa partire subito l'ammonimento : «Si deve voltare immediatamente pagina. Questo mestiere non vuole, a livello mentale, sbalzi di temperatura. Esige equilibrio. Non mi piaceva il clima troppo euforico della scorsa settimana, non mi piace sentire pessimismo e depressione per colpa di un arruffato quarto d'ora e una sconfitta. Va ritrovata, e subito, la strada maestra che con fatica siamo riusciti a ricostruire. Chi è abituato a mangiare cioccolata, e chi ama il cioccolato sa cosa intendo, quando passa al sapore della mortadella, che non è affatto male, alla fine gli resta un sapore amarognolo. Ma è sempre stato così. Se la media-salvezza si alza, si abbassa la media promozione».
Roberto Timpini
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