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Era stato uno dei protagonisti del grande teatrino di 90' Minuto, la storica trasmissione della Rai che portava nelle case degli italiani i gol del campionato di calcio, condotta da Paolo Valenti. 'Qui' Tonino Carino da Ascoli'' era il suo saluto inconfondibile in un programma che vedeva altre figure indimenticabili di giornalisti-personaggi come Luigi Necco da Napoli, Cesare Castellotti da Torino, Marcello Giannini da Firenze, Giorgio Bubba da Genova, per dirne solo alcuni. Tutti appassionati di calcio, passione sana per la squadra del cuore - all'epoca lo si poteva anche in qualche piccola misura manifestare senza dar fastidio a nessuno ma erano proprio altri tempi - anche perche' la simpatia dei personaggi, il fare affabile di ognuno di loro tale che a volte erano oggetto di scherno nei bar e tra i tifosi, riportava lo sport a quello che era, un gioco. E quando prendeva la parola 'Tonino Carino da Ascoli', obbediente come uno scolaretto ad attendere la diretta, magari accanto al suo vulcanico amico presidente Costantino Rozzi che aveva portato la squadra in A, dalla sua faccia, se non avevi seguito i risultati, gia' si capiva che cosa l'Ascoli avesse fatto: vinto, perso, pareggiato.
E quando un anno l'Ascoli approdo' addirittura al quinto posto in A, squadra fatta con gente come Moro, Pasinato, Giordano, Iachini, Scarafoni, il brasiliano Dirceu, una difesa coriacea e impenetrabile come solo Costantino Rozzi riusciva a mettere in piedi salvandosi quasi ogni anno con gli scarti dei grandi club, a lui spetto' il tripudio dei tifosi. Altro che giocatori e magliette, lo issarono facendogli fare un giro del campo insieme a Rozzi. Era il 1979-80, mentre ora c'e' la Champions, ma allora chi avrebbe mai pensato ad un'Ascoli da Champions?
Fonte ANSA
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